1954-2022. Una narrazione su scala globale
Prima la radio, nel 1932, poi la televisione, nel 1954, pensarono al Palio di Siena, festa secolare e ininterrotta, come evento di portata mediatica mondiale da inserire nel palinsesto per essere trasmesso nelle prime trasmissioni a reti unificate e sperimentali raggiungendo buona parte del territorio nazionale. Il 1954, infatti, vide il Palio in Eurovisione nell’ambito di una delle primissime trasmissioni sperimentali fuori dagli studi televisivi grazie a mezzi di fortuna dell’epoca. Da quel momento, il Palio di Siena è divenuto un momento di sospensione delle normali attività quotidiane per tutti gli italiani. La festa di una città diviene, grazie anche alla logica media events, un momento festivo della televisione e quindi della televisione italiana. Un appuntamento televisivo che dura ancora oggi e che ha influenzato l’immaginario paliesco attraverso più mezzi della comunicazione: dai filmati privati al cinema, dai documentari di fama internazionale al Web, dove oggi il Palio gioca un’importante partita ancora tutta da definire. Sguardi sul Palio si occupa di raccontare tutte quante le vicende che, dal 1954 ad oggi, hanno visto come protagonisti i racconti della festa, ognuno diverso dall’altro, filmati dalle cineprese e dalle telecamere di autori che hanno contribuito a fare la storia radio-televisiva italiana: Silvio Gigli, Paolo Frajese, Gianfranco Pancani, Emilio Ravel.