Giovedì 31 maggio a Firenze (Palazzo Pucci, ore 18.00), la presentazione del libro di Alba Donati "Tu, paesaggio dell’infanzia. Tutte le poesie 1997-2018" (La Nave di Teseo). L’autrice dialogherà con Elisabetta Beneforti e Luigi Oldani dopo un intervento iniziale di Alfonso Berardinelli
“Tutto comincia, dunque: la tragica contraddizione non è che il pegno sanguinoso della continuità del ‘bene’. Ma Alba Donati va oltre e come un solitario utopista proclama la sua fede e il suo dogma d’un nuovo inizio storico. La storia può ricominciare in un paese di tre o quattro case della Garfagnana - una piccola Nuova Atlantide o un Erewhom dove si parla il dialetto apuano - e opporsi allo stesso fatum della grande storia già scritta, con un colpo di mano e un impeto fiabesco”. Così Giorgio Ficara nella post fazione al libro.
Nel 1997 Alba Donati con "La repubblica contadina" conquista critici e lettori, un racconto in versi di vite sperdute sul bordo degli Appennini, attraverso l’uso di un verso che risente delle letture dei poeti russi e americani. Ma in essi si intravede anche un orizzonte quieto, pascoliano, un mondo di ombre e di misteri come quelle tra nonna, mamma e figlia, o quelle con gli ultimi della storia e della società. "Non in mio nome", uscito nel 2004 e "Idillio con cagnolino", uscito nel 2013, sanno accendere questa incredibile scintilla del bene (familiare) e del Male (là fuori). In questo volume che raccoglie tutte le poesie pubblicate nelle precedenti raccolte e le ultime inedite, il cammino di Alba Donati è ben visibile nella sua assoluta originalità, di stile ed emotività: il ritorno alla casa dell’infanzia, anzi al paese dell’infanzia, dove tutto è come è sempre stato, una madre e una figlia che si confrontano con il senso di appartenenza e quello di libertà, la vanità, l’autenticità, il radicamento geografico e sentimentale del fare poesia. E un nuovo poemetto, Off, sulla fine della Tv.
Alba Donati vive tra Firenze e Lucignana, in provincia di Lucca. Ha pubblicato: “La Repubblica contadina” (City Lights, 1997, Premio Mondello Opera Prima e Premio Sibilla Aleramo); “Non in mio nome” (Marietti, 2004, Premio Diego Valeri, Premio Pasolini, Premio Cassola); “Idillio con cagnolino” (Fazi, 2013, Premio Premio Dessì, Premio Ceppo). Ha tradotto con Fausta Garavini le poesie di Michel Houellebecq “Configurazioni dell’ultima riva” (Bompiani, 2015). Ha curato “Poeti e scrittori contro la pena di morte” (Le Lettere, 2001) e, insieme a Paolo Fabrizio Iacuzzi, Il “Dizionario della libertà” (Passigli, 2001). Ha fondato “Fenysia" la prima scuola dei linguaggi della cultura ed è presidente del Gabinetto Scientifico Letterario “G.P: Vieusseux”.
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