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“Sempre caro mi fu”. Esposto il manoscritto originale dell'”Infinito” di Giacomo Leopardi

cortona

23/08/2017

« Sempre caro mi fu quest'ermo colle,/ e questa siepe, che da tanta parte/ dell'ultimo orizzonte il guardo esclude». Chi non si è immerso almeno una volta in questo incipit tra i più famosi della nostra letteratura? Oggi, oltre a poterne mandare a memoria i versi è possibile anche vedere per la prima volta da vicino il manoscritto originale dell'"Infinito", e osservare da vicino la grafia di di Giacomo Leopardi. L'evento, salutato come una anteprima assoluta, è possibile a Cortona, nell'ambito della 55 edizione di Cortonantiquaria, fino a  domenica 3 settembre, grazie ad una collaborazione tra il Comune e quello di Visso, la Scuola Normale Superiore di Pisa. Sarà esposto anche il carteggio originale di Leopardi.

Aveva infatti solo 21 anni, nel 1819 il recanatese quando compose l”Infinito”. Il celebre foglio era custodito nella città di Visso e la struttura che lo ospitava è rimasta seriamente compromessa dal terremoto. Il manoscritto era giunto a Visso venduto all’allora sindaco Gaola Antinori nel 1868 per 400 lire dal collezionista Prospero Viani di Bologna. Altri documenti esposti sono provenienti dalla collezione della Scuola Normale Superiore di Pisa. Proprio in quella città il recanatese soggiornò dal novembre 1827 al giugno 1828. Qui nacquero due dei «grandi idilli», Il Risorgimento e A Silvia. Si tratta, in particolare, di carte o libri tratti dalle raccolte (tutte oggi in Normale) di Alessandro D’Ancona (1835-1914), maestro in Normale del rinnovamento positivistico della storia della letteratura italiana. Del suo allievo Michele Barbi (1867-1941), il maggiore filologo italiano della prima metà del Novecento. Dell’italianista Mario Fubini (1900-1977), docente alla Scuola di Storia della critica letteraria e specialista degli studi leopardiani. Di Cesare Luporini (1909-1993), storico della filosofia e studioso del pensiero di Leopardi. Di Sebastiano Timpanaro (1923-2000), filologo classico ed eminente studioso del Recanatese. Si espone la monumentale edizione in fac-simile dello Zibaldone, pubblicata dalle Edizioni della Normale a cura dell’autore di una innovativa edizione dei Canti, Emilio Peruzzi (1924-2009); e il catalogo della mostra pisana organizzata in occasione del bicentenario leopardiano del 1998, cui parteciparono, oltre a Peruzzi, altri specialisti legati alla Normale: l’esemplare esposto è quello appartenuto a un altro mormalista, il filologo e storico della letteratura Vittore Branca (1913-2004), che alla Biblioteca della Scuola ha donato i propri libri.

La mostra è visitabile a Cortona fino a domenica 3 settembre a Palazzo Vagnotti.

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