La Natività raccontata nei manoscritti. Sarà inaugurata venerdì 12 dicembre a Siena la mostra dal titolo “In nativitate domini” (ore 17.00 - Sala Storica Biblioteca degli Intronati). All’inaugurazione interverranno Massimo Vedovelli, assessore alla cultura del Comune di Siena; Leonardio Magionami, docente di Codicologia all’ Università degli studi di Siena; Roberto Barzanti , presidente CDA Biblioteca e Luciano Borghi, direttore della Biblioteca. La mostra resterà visitabile fino al 5 gennaio con ingresso gratuito dal lunedì al venerdì con orario 10.00-18.00; sabato: 10.00-13.00.
Preziosi manoscritti in mostra - In occasione delle festività, la Biblioteca degli Intronati apre il suo inestimabile archivio di manoscritti per un'esposizione che cerca, grazie ad immagini poco o quasi mai mostrate, di rendere vivi gli aspetti spirituali meno banali e più sentiti del periodo festivo. Il corpus di codici esposti, esemplati tra la fine del secolo XIII e la fine del XV, offre immagini della Natività ascrivibili alla tradizione della miniatura senese, fiorentina, fiamminga. È possibile ammirare la suggestiva rappresentazione di un sensibile interprete di Duccio di Buoninsegna aperto alla cultura giottesca, variamente identificato con Memmo di Filippuccio, con un esponente della sua bottega o con un anonimo Maestro dei Corali di Massa Marittima attivo a Siena tra il 1290 e il 1324 (ms. H.I.10). Legate allo stile del pittore senese Martino di Bartolomeo (documentato dal 1389 al 1434) sono le miniature un po' rustiche del codice G.III.4, attribuite a un suo seguace. Una più complessa scena, arricchita con la presenza dei pastori, degli angeli, elementi naturalistici e affiancata da un ricco fregio fogliato, dove si intravedono figure grottesche e animali, si può osservare nel ms. H.I.1, proveniente dall'eremo agostiniano di Lecceto; la decorazione è attribuita a un artista di scuola senese, gravitante nell'ambiente di Andrea di Bartolo, identificato come il Maestro dell'Innario. Tra gli autori più interessanti è presente Sano di Pietro che con il supporto della sua bottega miniò, intorno alla metà del Quattrocento, il ms. X.IV.2: insieme alla Natività il codice offre nel fregio decorato la scena dell'Annuncio ai pastori. In questo panorama di esemplari spiccano due codici di provenienza fiamminga, entrambi realizzati nel tardo Quattrocento: decorato da Willelm Vrelant, attivo miniatore di Bruges, è il ms. X.V.1; a un ignoto miniatore di area franco-fiamminga è ascrivibile invece la decorazione del ms. X.V.2. In entrambi i codici la Sacra rappresentazione si svolge sotto un cielo azzurro solcato da raggi dorati di luce divina. Infine, decorato nel 1494 da Litti Corbizzi, è il magnifico esemplare appartenuto alla Compagnia di S. Caterina in Fontebranda, ms. X.V.3, dove la Natività è inserita in una pagina interamente decorata a fogliami aurei e azzurri, con putti, cammei e perle che offrono all'apparato decorativo una maggiore ricchezza e preziosità.
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