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Narratè: come godere della lettura insieme al piacere di un tè

milano

23/04/2018

Una casa editrice dalle origini maremmane, ma con sede a Milano, un progetto sorprendente che ruota intorno al tè e prevede una lettura di non più di 5 minuti, giusto il tempo di infusione dell’essenza abbinata alla pubblicazione… tutto questo è Narratè, marchio editoriale che “unisce due tradizioni millenarie: il tè e la lettura”. Tè narrante, la definisce il suo ideatore, Adriano Giannini, ma di fatto risulta anche una scelta efficace nel corporate storytelling. Un successo enorme, sempre crescente, e quindi non poteva mancare un’intervista ad Adriano Giannini per Toscanalibri: cinque domande da leggersi in cinque minuti giusto il tempo d’infusione di un buon tè!​
 
Narratè è un progetto editoriale molto insolito: come nasce l'idea?
Nasce nel modo più banale immaginabile: una notte d'insonnia decido di farmi una camomilla e nei 5 minuti necessari all'infusione, pur di far trascorrere il tempo, mi sono letto tutte le informazioni contenute sul packaging. Ecco, mi sono detto, avrei preferito leggere qualcosa di più entusiasmante, che durasse giusto il tempo dell'infusione... niente di troppo impegnativo ma piacevole e che mi arricchisse. L'idea vede la luce così, circa una quindicina di anni fa. Poi è rimasta in letargo per una decina d'anni, fino a quando grazie ad una serie di fortuite coincidenze sono riuscito a farla partire in occasione di EXPO2015.
 
La sede della casa editrice è a Milano, ma il cuore è maremmano... Vero? 
Assolutamente sì. Ne vado così fiero che a maggio uscirà anche L'essenza della Maremma in un tè, scritto dall'istrionica Elena Guerrini di Manciano. Lo presenteremo in anteprima al Salone del Libro di Torino, assieme agli altri tre nuovi titoli: L'Essenza di Torino, L'essenza della Sicilia e Un tè con Leonardo Da Vinci. Come potrà notare, di riffa o di raffa, ben 4 titoli su 14 riguardano la Toscana (n.d.a. Firenze, Dante, Maremma, Leonardo). A riprova, oltre che della bontà della nostra regione, del legame indissolubile con la terra d'origine.
Dopo un'epoca in cui hanno predominato romanzi lunghissimi, sembrano sempre più tornare di moda il racconto e la forma breve. Per quale motivo, secondo lei?
Difficile a dirsi. L'idea che mi sono fatto io è che la forma breve richiede meno impegno per chi legge e visto l'aumento di complessità della vita si ha bisogno di cominciare, potendola finire, una lettura che abbia un senso compiuto e sia alla portata dei ritagli di tempo. In sostanza c'è la necessità di maggiore semplicità. Che, attenzione, non significa banalità, anzi.
Come può un autore esordiente proporsi a Narratè? Quali norme redazionali o tematiche sono preferibili?
Per il momento abbiamo fatto una scelta precisa, ovvero quella di seguire un nostro piano editoriale, con temi, autori e tempi già definiti, cercando ove possibile di privilegiare nomi un po' più noti che aiutino ad espanderci più velocemente. In futuro non escludo la possibilità di dare spazio anche ad esordienti ma trovando la formula giusta. 
 

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